Rai.tv: nuovo portale 2.0

Lo scorso weekend la Rai ha lanciato Rai.tv, un nuovo portale (il termine è obsoleto ma rende l’idea); una specie di profondo restyling della presenza del colosso televisivo sulla Rete, sia dal punto di vista grafico che strutturale. Nonostante il sito Rai.it sia ancora attivo, aggiornato e perfettamente funzionante.
Nel suo nuovo blog Conversational.it Antonio Pavolini, già mente ed autore di Pendodeliri, cerca di spiegare cosa è cambiato nell’approccio online della più grande industria culturale italiana. Soffermandosi anche sul ‘come’ e azzardando qualche parola anche sul ‘perché’.
Lo fa mettendo sotto i riflettori diversi aspetti, come l’uso dei feed RSS per alcuni contenuti del sito, la messa a disposizione degli utenti di parecchio materiale audio/video sotto forma di podcast, l’on demand, lo streaming di diversi canali – alcuni anche nuovi ed espressamente dedicati al Web e il video-sharing.
Tra le critiche più interessanti, pervenute attraverso i commenti, degna di nota è quella riguardante l’utilizzo di una tecnologia chiusa e proprietaria come Microsoft Silverlight.
Buono anche il suggerimento dell’autore di superare le mentalità protezioniste – ormai anacronistiche – al fine di aprire le API del servizio e lasciare quindi che utenti e sviluppatori siano in grado di creare delle applicazioni terze, capaci di interagire in maniera libera ed autonoma sugli ottimi contenuti dei database di proprietà Rai.


3 Commenti

  1. Vi giuro che non pensavo la Rai potesse essere così avanti :) Avendoci lavorato nel 2006 ed avendo visto lo stato di Rai Click e dei siti Rai in generale… tutto potevo immaginare tranne un portale simile :)

  2. Fabio Buzz

    Ma non potevano migliorare il servizio televisivo anzichè cimentarsi in rete per un pubblico fruitore (composto prevalentemente da giovani) al quale la Rai, come emittente, risulta totalmente antiquata??

  3. @Fabio Buzz: uno ormai non dovrebbe escludere l’altro. ;)

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