Un articolo pubblicato da eMarketer, questa settimana, cerca di analizzare la rilevanza dell’email marketing nella promozione online.
Secondo molti, l’email resta un evergreen del contatto con l’utente: ha un tasso di conversione vendita del 4,4% (secondo una ricerca comScore), un ROI ancora piuttosto alto e pare essere l’ultimo strumento di comunicazione aziendale per il web a cui le aziende vorrebbero rinunciare (semplice, efficace, immediato…).
Tuttavia, e forse proprio per questo, è uno degli strumenti più invadenti e verso cui gli utenti tendono ad assuefarsi.
Un’indagine condotta da Epsilon cerca di capire per quale ragione i subscribers europei, tendono verso l’unsubscribe; depennandosi dalle mailing list.

Un 15% degli intervistati dichiara di cancellarsi molto frequentemente dalle newsletter.
Un 50% Qualche volta.
Un 29% molto di rado.
Un 6% praticamente mai.
Vediamo le ragioni:

I motivi principali sono: “La ricevevo troppo spesso” (62%) o “I contenuti mi sembravano non pertinenti” (60%). Ma una buona quota ha risposto di averlo fatto spesso perché sospettava che il suo indirizzo fosse stato venduto o condiviso a terzi, non esplicitamente autorizzati (39%) o comunque di cliccare unsubscribe quando non ricordano di aver espressamente richiesto il servizio (31%).
Un 18%, si dichiara preoccupato riguardo alla propria privacy a causa del recapito di certi messaggi.
I risultati parlano fin troppo chiaro: è uno strumento prezioso ed efficace, ma serve (ora più che mai) molta competenza e cura nel gestirlo. Per questo, se utilizzato con equilibrio, trasparenza e in maniera sensata risulta ancora in grado di portare risultati eccellenti.
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