Che il crowdsourcing fosse una parola destinata a diventare chiave lo si va ripetendo da tempo. Ebbene, guardare le varie trasformazioni in atto dalla posizione di “ci crede” è piuttosto eccitante: vedere che ogni giorno un tassello in più va ad aggiungersi a quel mosaico che si vorrebbe compiuto il prima possibile.
E’ quello che ho pensato quando ho scoperto Listener Driven Radio, un servizio che permette alle emittenti radiofoniche di trasmettere beneficiando della saggezza e del talento dei loro ascoltatori.
Basterà sincronizzare l’archivio brani e il software di gestione delle scalette e LDR provvederà a portare il gusto e le scelte del pubblico in cabina di regia, interagendo con essa e guidandola.
Grazie a tutta una serie di applicazioni per il Mobile, per i principali social network (quali Facebook e Twitter), per l’iPhone e moltissimi widget da applicare al proprio sito o blog, gli utenti potranno interagire con la messa in onda e fare cose come: assegnare un valore ai brani in onda; scegliere, rimuovere o posticipare un brano che sta per passare in scaletta attraverso il voto; addirittura inviare un brano in mp3 da inserire in scaletta. Insomma, si apre un canale di comunicazione privilegiato, efficace e diretto con i propri ascoltatori…
La radio è il mezzo “ibrido” per eccellenza; per la sua essenzialità tecnica e comunicativa, per la capacità di adattamento che ha sempre dimostrato, per la sua estrema apertura e tendenza all’ibridazione con altri media. La radio aveva capito il crowdsourcing sin dalla primissima ora dell’era internet (”Ascoltatori: diteci dove andate in vacanza: un sms al 328… o un’email a radio@…“) proprio perché è un mezzo alla perenne ricerca di canali per dialogare con il pubblico e di strumenti che glielo consentano meglio e più di prima…
Chissà che crowdcasting non diventi un’altra parola che ci toccherà sentire spesso.
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