Roma Capitale Digitale – il futuro è piattaforma…

La scorsa settimana sono stato coinvolto in un convegno dedicato al futuro digitale di Roma cui erano presenti Franco Bernabé (Telecom), Riccardo Luna (Wired), Salvo Mizzi (Telecom), Carlo Antonelli (Rolling Stones), Fabrizio Grifasi (Roma Europa Festival) e anche io, Bruno Pellegrini (TheBlogTV).

Riporto di seguito il mio intervento su YouTube dove trovate anche un’estesa rassegna video della serata. Ready to comment and discuss..

Immagine anteprima YouTube

Per chi preferisce leggere invece:

Viviamo in un periodo dove le innovazioni si susseguono a ritmi mai vissuti prima. Laddove un tempo i cambiamenti si avvicendavano con un ritmo di dieci o venti anni, oggi si calcola in mesi il periodo che intercorre tra una significativa innovazione e l’altra. Una delle conseguenze è che non siamo più in grado di elaborare e comprendere ciò che sta avvenendo, ne prendiamo coscienza esperienzialmente ma non lo riusciamo ad analizzare e tantomeno riusciamo a pianificare. I vecchi modelli non funzionano più e non facciamo in tempo a introdurne di nuovi che siamo subito colpiti da una nuova innovazione. Nelle stesse business school internazionali si fa fatica ad introdurre corsi aggiornati sui nuovi modelli tecnologici e produttivi.

Cosa sta succedendo? E come comportarsi? Come organizzarsi a livello di società, di impresa, di individuo?

Prendere coscienza di questo, e dell’impossibilità di fermarsi o di tornare indietro, ci porta secondo me a comprendere le ragioni sottostanti alla diffusione/affermazione in ogni campo e settore di un nuovo modello organizzativo. Dietro il successo del rilancio di IBM c’è la decisione di abbracciare un modello di sviluppo software open source. Dietro la capacità di raddoppiare le innovazioni di Procter & Gamble c’è la decisione di affidare il proprio R&D ad un network di 140.000 scienziati o aspiranti tali in tutto il mondo. Dietro la rapida diffusione dell’IPhone c’è la formula aperta dell’Apple Store che consente a tutti i creativi e gli sviluppatori di caricare e vendere contenuti, servizi e applicazioni. Una formula che viene adesso riproposta da Nokia e da tutti i principali costruttori e operatori di telefonia mobile. Dietro il rilancio di molti editori c’è la scelta di coinvolgere il proprio pubblico nella costruzione di notizie. Dietro il successo di wikipedia c’è la possibilità per tutti di aggiungere e migliorare le voci. Crowdsourcing, web 2.0, open knowledge, open source, social network hanno tutti la stessa radice e si riferiscono tutti ad un nuovo modello organizzativo delle risorse, delle conoscenze, delle competenze. Un modello che presuppone il coinvolgimento e la perdita di controllo o almeno di quel rigido controllo legato alla pianificazione industriale del primo novecento. Un modello che può essere riassunto in una parola: PIATTAFORMA.

La chiave del successo nei prossimi anni – per qualsiasi organizzazione in qualsiasi campo – sarà quella di FARSI PIATTAFORMA. Di cambiare la prospettiva e passare dall’essere un soggetto autosufficiente a diventare un ambiente che attragga e stimoli la partecipazione del proprio pubblico al fine di creare un nuovo valore collettivo. E’ già così per Nokia, Google, Dell, IBM e stanno andando in questa direzione i principali attori economici e culturali. Sarà questa la modalità organizzativa di successo dei nuovi partiti politici, dei centri di ricerca, delle università e anche, tornando a noi, delle imprese culturali.

Per questo, è secondo me necessario pensare a ROMA CAPITALE DIGITALE proprio nella direzione di far diventare ROMA una PIATTAFORMA APERTA, che aggreghi il maggior numero di soggetti e stimoli la massima partecipazione e produzione di innovazione. Nel farlo non bastano facili slogan ma è necessario comprendere quali sono i fattori critici di successo per l’affermazione di modelli piattaforma come quelli elencati. Non basterebbe una tavola rotonda per questo ma voglio concludere con quello che secondo me è il principio di base del funzionamento di ogni piattaforma. Un principio che ho trovato riassunto in un recente incontro con il giornalista economico Daniel Pink: “You need a purpose, not a product”. La chiave per il successo di ogni piattaforma è la condivisione forte di un obiettivo comune, ambizioso, concreto, raggiungibile e quindi estremamente stimolante per chi vi partecipa.


2 Commenti

  1. l’importante è crederci, spingere, condividere il sudore della fronte e lo spumante nel calice.
    la parola chiave è dinamismo, collettivo.
    fare gruppo, crew, coinvolgersi e stimolarsi a vicenda, crescere, maturare.
    avere un obiettivo, volerlo raggiungere.
    sacrificio, testardaggine.

    davvero un bell’intervento, complimenti

  2. Condivido!
    Peccato che non ho potuto assistere.
    Da quando è iniziato il nuovo mondo di internet, offriva sempre di più le possibilità di un linguaggio infinito. La ricchezza è imparare e sperimentare nuove vie. MIT (internet&Mobile) è una di quelle.
    La ciliegina del momento.
    L’unica sopravivenza per la TELEVISIONE è vota, vota, manda. Riality, talkshow, commmenti, users…

    Le idee nn bastano, bisogna credere fino in fondo.
    I mezzi di information expansion esistono, perchè non utilizzarle.

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