Il giornalismo e i media “mainstream” non possono non adeguarsi al mutato ecosistema dell’informazione dove tutti possono contribuire e diventare citizen journalist. A questo risultato arriva l’autore, scrittore e giornalista del Washington Post John Kelly, nel report Red Kayaks and Hidden Gold che ha appena pubblicato per l’Istituto Reuters per gli Studi sul Giornalismo, presso l’Oxford University.
Lo studio – che si può scaricare integralmente qui – fornisce però anche delle indicazioni ai media che vogliono avvalersi di questa enorme risorsa:
- le iniziative di citizen journalism realizzate solo per attrarre visitatori e migliorare la loyalty dell’attuale offerta saranno vissute con indifferenza dal pubblico. E’ molto meglio restringere l’ambito della contribuzione ma assicurarsi che essa avvenga in maniera efficace e indirizzata.
- il più grande valore per un media che abbraccia il citizen journalism è di attivare un contatto diretto con la propria audience che può funzionare come un focus group permanente e come una modalità di trovare risorse velocemente.
- miglioramenti nel reputation system possono ridurre i rischi percepiti dai giornalisti tradizionali. E’ sufficiente chiedere la registrazione per commentare o contribuire, e la moderazione dei commenti offensivi verrà vista positivamente dalla community.
© All rights reserved
si trova per caso la traduzione “Italiano” del (report Red Kayaks and Hidden Gold) scritto da John Kelly?