Milano si spaccia nell’immaginario mondiale come capitale della moda e del design.
Milano è però anche il centro di una delle più consistenti comunità cinesi in Italia e in Europa, che può vantare cinque generazioni di immigrati, giù giù fino agli anni Venti. Da fare invidia a Parigi.
Il 12 aprile 2007, a Milano, in pieno centro, in seguito a un diverbio tra tre vigili urbani e una donna cinese incinta, è scoppiata una vera e propria guerriglia urbana tra 300 cinesi e 20 gazzelle della polizia accorse in aiuto dei “ghisa”.
Come si è acceso questo astio tra milanesi e cinesi?
E come è possibile indagarlo e raccontarlo?
È poi così vero che la comunità cinese è chiusa e refrattaria?
A queste ed altre domande risponde Corriere.it con uno strabiliante esperimento di documentario cross mediale, il primo in Italia: Made in Chinatown.
58 videoclip in esclusiva della durata di 2 minuti ciascuno (i primi 38 online oggi, i restanti tra due settimane) realizzati dal regista Sergio Basso e dal produttore Alessandro Borrelli della Sarraz Pictures srl che tracciano una mappa del mondo, le usanze, la vita quotidiana della chinatown milanese.
Un vero e proprio viaggio cross(multi)mediale all’interno del quale si intrecciano storie, vie e personaggi che ognuno è libero di seguire come meglio crede: trattasi infatti di un video-puzzle che permette a chiunque di scegliere il proprio fil rouge a partire o da un quartiere della capitale lombarda o da uno dei 16 personaggi protagonisti, con la possibilità di passare da un clip all’altro dando al docu-web un proprio e personalissimo continuum narrativo.
Un percorso interattivo che cambia di volta in volta, senza un finale stereotipato ed uguale per tutti, dal momento che i finali sono tanti quanti i possibili intrecci dei 58 videoclip realizzati (peraltro integrati da testi di approfondimento).
Made in Chinatown è un web documentario che permette di approfondire ed esplorare una storia, con gli occhi proprio di chi quella storia l’ha vissuta a suon di sacrifici e battaglie.
Un progetto articolato e decisamente innovativo che, forte di una grafica accattivante ed immediata, trascina l’utente in una esperienza virtuale ma paradossalmente così forte e vicina alla realtà da indurre alla riflessione.
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