Digital Life a Roma: arte, tecnologia e immersività sensoriale

DigitaLifeA Roma per due mesi, dal 3 marzo al 3 maggio, sarà in mostra Digital Life, una grande rassegna dedicata alle contaminazioni fra tecnologia, nuovi media ed espressioni artistiche contemporanee nel nuovo spazio pubblico per l’arte e la produzione culturale contemporanea La Pelanda, nell’area dell’ex Mattatoio di Testaccio. L’ideazione e l’organizzazione è a cura della Fondazione Romaeuropa, istituzione da anni attiva nella costante ricerca e monitoraggio delle nuove forme di creatività offerte dal panorama digitale, in stretta continuità con i progetti di Romaeuropa Webfactory e Capitale digitale.

Ryuichi Sakamoto, Shiro Takatani, Jeffrey Shaw, Ulf Langheinrich, Jean Michel Bruyère, Erwin Redl, Thomas McIntosh, Emmanuel Madan, Martux_M sono solo alcuni degli artisti selezionati per questa mostra che vuole offrire al pubblico nuove prospettive e modalità di fruizione e coinvolgimento . Si punta quindi sulla multisensorialità, l’interattività e l’immersività grazie all’uso delle nuove tecnologie e dei nuovi sistemi di audiovideo in 3D e agli sviluppi in ambito cinematografico, prefigurano modalità del tutto innovative tanto nella creazione quanto nella fruizione artistica. In particolare, alcune delle opere in mostra sfruttano l’AVIE . Ne avete mai sentito parlare?

L’AVIE, che sta per Advanced Visualisation and Interaction Environment, è un sistema di proiezione e sonorizzazione in uno schermo curvo a 360° che permette di creare un ambiente di visualizzazione immersivo e interattivo. Sviluppato dall’artista Jeffrey Shaw, dopo circa quaranta anni di ricerca presso l’ iCinema Centre, AVIE incorpora le più recenti tecnologie al servizio dell’ideazione artistica e di nuove possibilità dell’interazione e della partecipazione immersiva del pubblico all’evento artistico. Attraverso AVIE vengono create esperienze audiovisive tridimensionali, combinando immagini da più proiettori e suoni da diverse fonti. Inoltre, grazie a un sistema di cineprese a infrarossi, in tempo reale un software genera modelli di movimenti e posture del pubblico all’interno dell’ambiente. Insomma, quello che Jeffrey Shaw definisce “un modello collaborativo di coinvolgimento narrativo tra spettatori e modelli virtuali”.

E se ancor non vi fosse chiaro, ecco a voi un video esplicativo dell’applicazione di questa tecnologia. Si tratta di La Dispersion du Fils, un’opera di Jean Michel Bruyère, presentata in prima mondiale all’inaugurazione di Digital Life: materiale video proveniene dagli archivi de La Fabriks, gruppo pioneristico dell’azione multimediale internazionale, viene proiettato su uno schermo cilindrico, accogliendo lo spettatore all’interno di una struttura tridimensionale composta di immagini provenienti dagli oltre 500 film.

Buona visione, anzi buona immersione!

Il video è di museiincomune , canale ufficiale dei Musei in Comune Roma


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