Per molti di voi Foursquare non ha certo bisogno di presentazioni. Da quando poi è divenuto oggetto di interesse mediatico, culminato con la consacrazione di Wired UK che gli ha dedicato la copertina di luglio, l’ultimo arrivato nella grande famiglia dei “location based social network” si è immediatamente trasformato in fenomeno di costume digitale. Lanciato nel marzo del 2009 da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, un social network con due milioni di utenti attivi - certo, numeri poco consistenti se comparati ai 500 milioni di utenti di Facebook – e cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi (a marzo gli iscritti a Foursquare erano solo 500 mila) non poteva essere ignorato da stampa, web e dagli esperti di marketing e comunicazione.
Ma che cos’è Foursquare? Secondo la ormai famosa definizione del New York Times, è un social network, a metà tra un sito di microblogging, una guida per orientarsi e un social game. Si basa su cellulari con Gps ed è incentrato sulle possibilità di geolocalizzazione che caratterizzano gli smartphone. Praticamente si tratta di un nuovo servizio che permette di abitare lo spazio e di usare il cellulare in modo più social. Grazie a Foursquare gli utenti possono comunicare via cellulare la loro posizione geografica che, nel gergo di 4square, consiste nel fare check in, ossia aggiornare il proprio status in base ai luoghi in cui ci si trova: parco, ristorante, bar, pub. È possibile inoltre inserire recensioni, consigli e commenti sui posti visitati e creare delle guide personali e mappe delle proprie frequentazioni che saranno visibili all’elenco dei contatti e degli amici.
Ma c’è di più. Foursquare è anche un gioco. L’aspetto ludico sta nel conquistare porzioni di territorio, ossia nell’ acquisire dei badge, dei riconoscimenti sociali associabili al profilo personale per attestare la vivacità della propria vita sociale. Un meccanismo da gioco di ruolo che soddisfa e garantisce una sana competizione tra gli utenti, trasformando in premi e visibilità ogni contributo: più si visita un luogo, più si compiono azioni, più alta è la possibilità di diventare “mayor”, sindaco onorario di un luogo.
E poi, Foursquare è uno strumento di marketing eccezionale. Alcune aziende hanno iniziato a sfuttare le opportunità di business offerte dal social network. E’ evidente che ci sono dei luoghi (locali, catene di ristoranti, punti vendita di marchi importanti) particolarmente significativi perché legati a brand specifici come, ad esempio, Starbucks. La grande catena internazionale di caffetterie ha pensato di sfruttare Foursquare dando ai propri clienti/utenti la possibilità di conquistare il badge “barista” dopo 5 check-in nei loro punti vendita.
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