“Crowdsourcing is when a company takes a job that was once performed by employees and outsources it in a form of an open call to a large undefined group of people” è la nota definizione di Jeff Howe, giornalista che nel 2006 coniò il termine in un articolo pubblicato su Wired. Dopo due anni, nel 2008, grazie al successo dell’articolo e ai click in rete, Jeff Howe ha pubblicato un libro, “Crowdsourcing. Why the power of the crowd is driving the future of business”, che è diventato subito un best seller alla pari di altri libri cult nel settore del management e dal 2010 pubblicato anche in Italia da Luca Sossella e TheBlogTV.
Insomma, il successo fu immediato! Ma cosa è accaduto in questi cinque anni? Quali declinazioni ha assunto questo modello di business e di organizzazione del lavoro sempre più utilizzato da imprese, brand e associazioni?
In effetti il crowdsourcing è stato applicato in diversi ambiti: alla creatività, alla comunicazione, al contenuto, alla ricerca di fondi, alla conoscenza, all’informatica. Si presenta dunque come una modalità organizzativa in grado di generare valore per l’impresa su più livelli, ad esempio, attraverso il crowdfunding, oppure con applicazioni di social enterprise, o ancora nella ricerca e sviluppo, per gli acquisti, il marketing, le vendite, la produzione, soprattutto per le imprese che producono beni immateriali. Non è l’unica modalità, ma è per certo quella più sperimentata nel tempo. Basta guardare questa mappa aggiornata al maggio 2011, realizzata da Crowdsourcing.org per rendersi conto della portata del fenomeno.
Spesso poi molte imprese, soprattutto nel settore creativo, credono di potere ricevere dall’esterno idee e creatività molto più fresche e originali di quelle sviluppate dai professionisti delle agenzie. In questo senso si affidano a piattaforme di crowdsourcing che aggregano esperti e appassionati di un certo settore come la grafica (Zooppa), lo sviluppo di idee di marketing (Bootb) e la produzione video (UserFarm).
TheBlogTV è proprietaria di UserFarm, piattaforma internazionale di video crowdsourcing, disponibile in 3 lingue; su Userfarm.com videomaker da tutto il mondo si registrano, partecipano e creano video per i clienti rispondendo a delle “calls for video” aperte.
Nokia, Microsoft, Lady Gaga sono solo alcuni dei clienti che hanno ingaggiato gli oltre 20.000 videomakers della nostra community per la realizzazione di video virali e campagne di user generated advertising.
Ma tornando alla domanda iniziale? Cosa è accaduto al crowdsourcing in questi 5 anni?
Crowdsourcing (R)Evolution!

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