Social Video: cosa ci aspetta nel 2012?

social-video-wordcloudNel 2011 le aziende hanno appreso che non basta creare e distribuire ads e spot per promuovere i propri prodotti e servizi. E’ necessario creare contenuti  in grado di attrarre, motivare e coinvolgere l’audience, e quindi anche di favorire la condivisione virale delle proprie campagne pubblicitarie. Questp nuovo approccio ha contribuito al successo  social video content: molte società stanno entrando nel vivo di questi nuovo meccanismo, investendo i budget destinati ai media buys nella realizzazione di contenuti video. Abbiamo visto un’incredibile innovazione e sperimentazione nella realizzazione di campagne pubblicitarie in sintonia con le abitudini non lineari di fruizione dei media da parte dei consumatori. Abbiamo anche visto l’emergere di nuove figure professionali come “Earned Media Directors,” nate per far fronte al crescente bisogno delle aziende di una strategia marketing complessiva  che includa anche la produzione e condivisione dei social video.

Prendendo spunto da un articolo pubblicato su mashable alcuni dei trend emergenti che esploderanno del 2012 saranno:

1. Integrazione di contenuti video brandizzati all’interno di campagne marketing più ampie. Non appena i brand avranno acquisito più esperienza nel creare e distribuire contenuti video online (non limitandosi alla pubblicità televisiva tradizionale), inizieranno anche ad allineare questa nuova attività ad una più ampia strategia marketing. La campagna Old Spice rimane uno dei casi più emblematici in questo senso: tv commercial, video virali diffusi sul web, audience engagement su più livelli sono le componenti che ne hanno fatto un caso di successo senza precedenti.

2. Integrazione dei video all’interno dei siti e piattaforme partecipative. Man mano che le aziende, i broadcaster e gli editori comprenderanno il potenziale del social video content sarà necessario trovare dei modi creativi per integrare i contenut all’interno della site experience. Già stiamo assistendo all’esplosione (successo) di quello che Fred Wilson, socio fondatore di Union Square Ventures, ha definito “native monetization system” per le web properties. Ne sono un  esempio i Promoted Videos di Youtube, i Promoted Tweets e le Facebook Sponsored stories,  tipi di ads costruite per  adattarsi perfettamente  al contesto e alle funzionalità dei siti in cui vengono inserite.

Nell’immediato futuro quindi le aziende e i brand dovranno scegliere una giusta equilibrata combinazione di  sponsored experience e video brandizzati di qualità. L’elemento video – per natura coinvolgente ed emozionante – inserito all’interno di piattaforme proprietarire non farà che rafforzare la relazione con la propria customer base. In questa direzione si muove ad esempip il brand Purina con la piattaforma web partecipativa dedicata a chi ama gli animali, Petpassion.TV, realizzata da TheBlogTV. Il sito offre un palinsesto ricco di contenuti video utili e originali, webserie divertenti e informative. Tramite la condivisione di materiale video o fotografico, prende forma una relazione dal forte impatto emotivo fatta di scambio e confronto tra brand e fan/pubblico di riferimento ( in questo caso i pet-lovers).

3. Ampia Adozione del modello di Pricing CPV

Negli ultimi 12 mesi abbiamo visto il settore dell’advertising abbraciare sempre di più il CPV pricing model (costo per visualizzazione video, ossia lo sponsor paga solo quando il video in promozione parte nel player). Gli inserzionisti pubblicitari considerano sempre di più  CPV  come un modo più diretto per coinvolgere il pubblico di riferimento, se paragonato  ai tradizionali metodi CPM (in relazione soprattutto ai formati  intrusivi  e di disturbo come pre-roll).

To be continued….

Un Commento

  1. [...] sul futuro del Social Video in questo 2012. Riassumendo quanto scritto nel precedente post (Social Video: cosa ci aspetta nel 2012?), le aziende e i brand che vorranno essere competitivi sul mercato includeranno, in modo sempre [...]

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